IL PREFETTO DELLA
PROVINCIA DI TORINO

    Considerando che il periodico La Rivoluzione Liberale ha replicatamente incorso nel provvedimento di sequestro per critiche e commenti falsi, tendenziosi e irriverenti per la Corona, come nei numeri sequestrati dell'11 gennaio 1925, N. 2, nell'articolo "Inchiesta sulla Monarchia" di E. Presutti; del 18 gennaio, N. 3, nell'articolo "La questione istituzionale" di R. Mondolfo; del 28 giugno, N. 26, nell'articolo "Democrazia e liberalismo" di Novello Papafava; per affermazioni ingiuriose e suonanti vilipendio per la Chiesa cattolica e la Religione dello Stato come nel N. 12 del 22 marzo, nell'articolo "Buonaiuti" di Max Ascoli; nel N. 23 del 6 giugno, nell'articolo "Cattolici e Socialisti" di R. Attolico; per notizie tendenziose atte a turbare i rapporti diplomatici con una Potenza estera come nel predetto N. 23, nell'articolo "La responsabilità della guerra"; per scritti diffamatori dei poteri dello Stato e tendenti a screditare le forze nazionali come negli articoli sulla "Commemorazione della proporzionale" di Luigi Sturzo, Gaetano Salvemini, Piero Gobetti, Guido Dorso, del N. 5 del 1 febbraio; per continuate notizie, allusioni e considerazioni false, tendenziose e offensive alla situazione italiana come negli articoli "Stato e Socialismo" e in citazioni tendenziose di scrittori del passato come nel N. 10 dell'8 marzo; "Appunti sull'impresa fiumana" di Mario Lamberti nel N. 18 del 3 maggio, con interpretazioni antipatriottiche dell'impresa stessa; "Agrari e speculatori" di N. M. Fovel, nel N. 29 del 19 luglio; in "I mistici della politica" di S. Caramella, nel N. 35 del 4 ottobre; nel complesso del N. 34 del 27 settembre; in "Lettera a Parigi" di P. Gobetti, nel N. 37 del 18 ottobre; ne "La Mafia" di P. Mignosi, nel N. 38 del 25 ottobre.

    Ritenuto che i ripetuti sequestri a nulla hanno valso, e che il periodico in parola, sotto l'aspetto di critiche e di discussioni politiche, economiche, morali e religiose, che vorrebbero assurgere ad affermazioni e sviluppi di principi dottrinari, mira in realtà, con irriverenti richiami, alla menomazione delle Istituzioni Monarchiche, della Chiesa, dei Poteri dello Stato, danneggiando il prestigio nazionale, e nel complesso può dar motivo a reazioni pericolose per l'ordine pubblico, persistendo in violazioni sempre più gravi ai vigenti decreti sulla stampa.

    Su conforme parere della Commissione Provinciale Consultiva per la revisione della stampa;

DIFFIDA

il Direttore responsabile del periodico La Rivoluzione Liberale, Prof. Piero Gobetti, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 2 del R. D. 15 luglio 1923, n. 3288, e del R. D. 10 luglio 1924, n. 1081.
Il Questore di Torino è incaricato della notifica per iscritto all'interessato.
Il Prefetto: D'ADAMO.
Torino, li 27 ottobre 1925.