PIERO GOBETTI - Editore

TORINO - Via XX Settembre, 60

R. ARTUFFO
L'ISOLA

L. 10.50

    Pubblicando questo libro sapevamo di intraprendere una battaglia. Opere come l'Isola non nascono tutti i giorni, né tutti gli anni; appena escono il gran pubblico sente quasi il bisogno di difendersene per dedicarsi a letture più pacifiche; ma questi sono libri che sanno conquistarsi i loro lettori: e la loro ora viene a dispetto di qualunque indifferenza.

    Intanto la stampa italiana incomincia ad accorgersi dell'Isola. Ecco i primi giudizi:

    Questa tragedia è tutta un singhiozzo, che muove da Leopardi per inabissarsi nei terrori di un Andreiev.

S. D'AMICO, "Il Leonardo", giugno.

    La pubblicazione è giustificata dalle rare qualità che l'Artuffo rivela: ampiezza di concezione, forza dialettica, spontaneo lirismo, anche se dominato da influenze pascoliane.

C. PADOVANI, "Comoedia", 15 settembre.

    La concezione è vasta... Si legge con interesse che la foga dei discorsi trascina via. Il tentativo di condensare in una sintesi drammatica le forze che agiscono nel mondo è un giovanile ardimento.

"Corriere della Sera", 2 settembre.

    Eterno conflitto fra la passione dell'uomo alla ricerca di Dio e la impassibilità dell'universo.

"Corriere della Sera", 15 settembre.





    L'autore vi elabora drammaticamente alcuni tra i maggiori miti umani, proponendosi di esprimervi una sua concezione tragica del mondo.

"Risorgimento", 8 maggio.

    Opera rivoluzionaria.

"Tempo", 24 giugno.

    In qualunque altra nazione basterebbe un'opera come l'Isola per dare all'autore altissima fama.

"La Patria del Friuli", 30 maggio.

    Temperamenti come quello di Artuffo chiedono al poema di esprimere la chiave e la formula, l'alfa e l'omega della vita universa: ciclo e terra sono nuovamente invocati a porre mano a questa impresa difficile.

E. MONTALE, "Il Lavoro", 9 maggio.

    Vuol rappresentare il crepuscolo dell'umanità.

"Il Mondo", 30 aprile.

    Un lavoro che merita attenzione e studio... Teorie interessantissime. Concezione eminentemente lirica.

"Rivista di cultura", 1 settembre.

    Un grido umano di pessimismo.

C. PUGLIONISI, "Voce Repubblicana", 14 giugno.

    Ricca di squarci veramente belli.

"Parte guelfa", agosto.

    Questo libro non si può leggere senza dimenticarsi e profondarvisi.

E. PALMIERI, "Conscientia", luglio.

    Una tragedia di vasta mole che ha un vasto soffio di umanità dolorante.

"Caffaro", 22 maggio.